Focus

VOLUME ATTI - I EDUCATIONAL MEETING ADI-SIO - Treviso, 24-26 marzo 2011

VOLUME ATTI - I EDUCATIONAL MEETING ADI-SIO - Treviso, 24-26 marzo 2011

PRESENTAZIONE

La Fondazione ADI ha deciso di promuovere un incontro educativo di alto impatto culturale sul tema dell’obesità, del trattamento della stessa e delle sue complicanze.
Per questo motivo ha chiesto e ottenuto il patrocinio delle due maggiori Società Scientifiche Italiane che operano in questo settore: l’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica [ADI] e la Società Italiana Obesità [SIO].
L’ADI ha appena compiuto 60 anni [fu fondata nel 1950] e in tutti questi anni ha vissuto
l’esperienza spesso difficoltosa dapprima di dovere condurre le conoscenze biochimiche
sulla nutrizione ad una applicazione dietetica in campo clinico ed in seguito ad integrarle in una vera e propria strategia di nutrizione clinica. Oggi l’ADI conta uno dei più alti numeri di iscritti tra le società scientifiche italiane.
Anche se sono passati solo 10 anni dalla sua fondazione, la Società Italiana dell’Obesità affonda le sue radici nella storia della ricerca di base e della cura dell’obesità. La fondazione della SIO avvenne a Bologna nel 2000 con la fusione due società: la SISO [Società Italiana per lo Studio dell’Obesità] e la UICO [Unione Italiana contro l’Obesità, esistente sin dall’inizio degli anni 70]. Anche la SIO sta aumentando rapidamente il numero di adesioni a testimonianza dell’attenzione della classe medica nei confronti dell’obesità.
D’altra parte il crescente interesse del mondo scientifico e delle organizzazioni sanitarie nei riguardi dell’obesità deriva dalla diffusione epidemica di questa condizione negli ultimi decenni. E’ noto come l’obesità sia tra i più complessi stati morbosi che colpiscono la specie umana: da un lato lacausa è quanto mai variegata, dall’altro, nessun organo, sistema o apparato risulta risparmiato. Gli studi sulla genesi dell’eccesso ponderale hanno dimostrato l’importanza della componente genetica, ma anche i fattori ambientali e socio-economici assumono un’importanza cruciale: sedentarietà, grande disponibilità di cibo e modificazioni del comportamento alimentare si associano ai fattori genetici nella responsabilità dello sviluppo di tale condizione. L’obesità rappresenta una risposta disadattativa a modificazioni ambientali intervenute troppo rapidamente per consentire l’adeguamento di un sistema specializzato per l’accumulo e l’utilizzazione ottimale dell’energia. Le recenti acquisizioni fisiopatologiche hanno riconfigurato la cellula adiposa non come una struttura di deposito e quindi inerte, ma come un vero e proprio organo endocrino in grado di produrre numerosi “fattori ormonali”, le adipochine che, secrete in quantità e con modalità diverse a seconda dei distretti corporei, svolgono diverse funzioni nel modulare il comportamento alimentare e il metabolismo energetico, la sensibilità dell’insulina, l’infiammazione, le resistenze vascolari periferiche ed alcuni assi endocrini.
Da tutto questo ne deriva che un intervento frammentario e non coordinato rischia di essere poco efficace, con risultati effimeri e estremamente onerosi in termini di spesa sanitaria. Da qui il tentativo di dotare di nuovi strumenti le figure professionali direttamente coinvolte nella diagnosi e nelle cure della sindrome metabolica e dell’obesità è divenuto essenziale per cercare di ottenere risultati stabili nel tempo.
In questa occasione si è quindi voluto dare ampio spazio sia ad argomenti innovativi di tipo “basico“ sia a vere e proprie sessioni interattive di tipo pratico che si configurino come veri e propri percorsi terapeutici.
E’ stato anche dato ampio spazio nel programma alle nuove conoscenze scientifiche nel campo della nutraceutica, coinvolgendo esperti di valore riconosciuto che, mantenendo fermo il rigore scientifico, cercheranno di fornire preziose indicazioni per le possibili ricadute nella pratica clinica.
Noi sappiamo che la scienza si occupa dello scibile, e lo fa, procedendo con dimostrazioni e ragionamenti. E per la cura dell’obesità non dobbiamo dimenticare la seconda parte del primo aforisma di Ippocrate sempre attuale quando dice: “bisogna che il medico in persona somministri ciò che è necessario ma anche che cooperino il paziente, quelli che gli sono accanto e le circostanze esterne“.

Giuseppe Fatati
Maria Antonia Fusco
Fabrizio Muratori
Roberto Vettor
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